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Titolo: I 250 ANNI DEL TEATRO ROSSINI


Titolo

Descrizione:


LUGO (RA) – 1761. Sono passati ben 250 anni dall’inaugurazione del Teatro Rossini di Lugo, avvenuta nel dicembre del 1761 con la rappresentazione del Catone in Utica, dramma musicale su libretto del poeta cesareo Pietro Metastasio. Inaugurazione ufficiale e finalmente in pompa magna, a dire il vero, ché in realtà già due anni prima, a cavallo fra l’agosto e il settembre del 1759, in un teatro non ancora completamente rifinito, si era ascoltata un’altra opera, il leggendario Mercato di Malmantile del napoletano Domenico Fischietti su libretto di Carlo Goldoni. Mentre le prime pietre dell’edificio (ideato nella sua forma esterna dall’architetto Ambrogio Petrocchi e nella sua rifinitura interna – palchi e palcoscenico – dall’«archistar» Antonio Galli Bibiena) erano state gettate appena un anno addietro, nel 1758. Bisognerà aspettare altri 100 anni (1859) rispetto al Malmantile, per avere l’intitolazione definitiva del teatro a Rossini, nato a Pesaro nel 1792, ma di genitori e di formazione lughese. Le incipriate note di Fischietti furono quindi le prime mai udite in teatro nel ‘700; note diverse ma stesse parole furono udite per la prima volta alla fine del ‘900, perché fu proprio Il mercato di Malmantile (stavolta con la più levigata musica di Cimarosa) ad essere messo in scena nel dicembre 1986 per la storica riapertura del teatro in tempi moderni, al termine di un restauro ‘scientifico’ curato dall’architetto Pier Luigi Cervellati, dopo decenni di abbandono.
Il prossimo dicembre, dunque, coincide con due date assai importanti e ricche di significati: 250 anni dall’inaugurazione nel Settecento, 25 dalla rinascita in tempi moderni. I cultori di numerologia sapranno trovare chissà quanti altri fortunate o meno fortunate coincidenze, ma sono bastati il 25 e il 250 per far prendere la decisione alla Fondazione del Teatro Rossini e all’Amministrazione Comunale di puntare tutto sulla fatidica data di sabato 3 dicembre 2011 per festeggiare questa sorta di “Teatro Rossini Day” aperto alla cittadinanza.
Completamente gratuiti saranno infatti i due importanti eventi previsti in giornata: un agile convegno dal titolo “1761-2011 Il Teatro Rossini: 250 anni di storia”, in programma alle ore 15.30 al Salone Estense della Rocca, presieduto dal Sindaco di Lugo Raffaele Cortesi. Dopo i saluti di Massimo Mezzetti, assessore alla cultura della Regione Emilia-Romagna e di Paolo Valenti, suo omologo in Provincia, ecco sfilare in rapida successione gli interventi di importanti personaggi dell’arte e della cultura: lo studioso di storia del teatro Giovanni Baldini, il musicologo Paolo Fabbri, il direttore del Teatro Mauro Emiliani, il mezzosoprano (di origine lughese) Daniela Pini, il presidente dell’Associazione degli Amici del Teatro Rossini Giovanni Emiliani, lo storico dell’arte Andrea Emiliani, l’architetto Pier Luigi Cervellati, infine il giornalista e scrittore Vittorio Emiliani. Autore, quest’ultimo, del fortunato libro “Il furore e il silenzio, Vita di Gioachino Rossini” pubblicato dal Mulino nel 2007. L’occasione sarà dunque abbastanza imperdibile per rievocare le tappe fondamentali della vita del Teatro Rossini: il primo e glorioso periodo legato all’apoteosi dell’opera barocca e settecentesca, poi il boom rossiniano, il periodo verdiano e wagneriano (anche Toscanini una in buca con Aida), quello verista, il pucciniano e il futurista (molte prime di Francesco Balilla Pratella), il periodo adibito alla rivista e al cinema, il periodo buio in cui l’edificio rischiò più volte l’abbattimento in nome del modernismo anni ’70, infine il periodo della rinascita: 25 anni trascorsi rapidamente con celebrate produzioni liriche, sinfoniche, cameristiche, di prosa e di ricerca. E non mancheranno riflessioni e previsioni per il futuro del teatro.

Al termine del convegno ci si trasferirà all’interno del ‘festeggiato’, dove alle 20,30 (ingresso libero, previo ritiro del biglietto gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili, presso la biglietteria del Teatro Rossini a partire dal 30 novembre alle ore 10) si potrà ascoltare (ivi eseguito per la prima volta) l’estremo capolavoro ‘sacro’ di Rossini, la Petite Messe Solennelle nella sua versione originale per quattro voci, coro, pianoforte e armonium, interpreti la Cappella Ludovicea diretta da Ildebrando Mura, soprano Keiko Morikawa, contralto Cristina Nocchi, tenore Corrado Amici, basso Andrea D’Amelio, pianisti Marcos Madrigal e Alessio Quaresima Escobar, armonium Josep Solé Coll.
«Ultimo e massimo – in tutti i sensi – tra quelli che il vecchio Rossini in ritiro si dilettò a chiamare Péchés de vieillesse, la partitura battezzata con ironia antifrastica Petite Messe Solennelle, fu di certo composta interamente nel 1863» (Bruno Cagli). La sua prima esecuzione ebbe luogo a Parigi il 14 marzo 1864 con una replica il giorno dopo nella Sala da musica del Palazzo del banchiere Pillet-Will, alla presenza di un pubblico d'eccezione comprendente musicisti come Carafa, Aubert, Thomas, Meyerbeer e altri nomi del bel mondo della cultura e della finanza (l'immancabile Rothschild). La messa è composta di 14 sezioni. “Non è né piccola né solenne” obiettò subito qualcuno. «Eccola terminata – rispose Rossini per iscritto in partitura rivolgendosi al buon Dio – questa povera piccola Messa. È musica sacra che ho scritto, oppure una 'santa' musica? Sono nato per l'opera buffa, lo sai bene! Poca sapienza, e un po' di cuore, questo è tutto. Sii benedetto, quindi, e concedimi il paradiso». Fiumi di inchiostro si sono scritti sulla stranezza e sull'asciuttezza del primo organico (12 cantori, 4 solisti, due pianoforti e armonium): tuttavia una versione autografa per grande orchestra realizzata in vista di un'esecuzione in chiesa nel 1867, non possiede la stessa forza della versione cameristica originale, contenente un misto di austerità e di gioia, di beffarda ironia e di malinconica religiosità. «La mia ambizione maggiore era – spiegò Rossini – di lasciare un ultimo documento, un'eredità che possa servire come esempio di come si scrive per la voce». A interpretare la versione originale della Petite Messe Solennelle è stato chiamato uno dei gruppi italiani più in vista nel repertorio corale-strumentale: la Cappella Ludovicea che, diretta da Ildebrando Mura (già organista titolare della Basilica di San Marco al Campidoglio), assieme all'Orchestra della Trinità dei Monti, sotto ”l’Alto Patronato” dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, è ufficialmente la struttura musicale dei Pii Stabilimenti della Francia a Roma e Loreto. Formata da 16-20 maestri cantori e 16-20 professori d’orchestra, tutti professionisti, e tutti scelti dopo un’accurata selezione dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal Teatro dell’Opera di Roma e dal Teatro San Carlo di Napoli, vanta un curriculum prestigioso e molto considerato negli ambienti musicali internazionali. Lo dimostrano le tournée in Francia, fra cui spicca il concerto nel castello di Versailles alla presenza del Presidente della Repubblica Jacques Chirac ed il mondo politico e culturale francese ed europeo; il concerto di Trento e Ravenna per il Giubileo la messa e il concerto di Bologna, la Messa solenne nel Santuario di Loreto, la messa solenne per l’arrivo nella Basilica di San Giovanni in Laterano dell’attuale Presidente francese Nicolas Sarkozy, i concerti per Rai International, il concerto al Parco della Musica di Roma oltre alla Messa solenne e il concerto di Narbonne (Francia), al Monastero Benedettino di Subiaco, nelle sedi romane dell'Ambasciata di Francia e di Spagna e di Monaco, i concerti di Tivoli e nella sala Nervi in Vaticano e i numerosissimi concerti che i Pii Stabilimenti della Francia organizzano in forma di stagione di “Musica Sacra” tutto l'anno nelle cinque Chiese francesi a Roma.

Informazioni e prenotazioni presso la Fondazione Teatro Rossini, piazzale Cavour 17, Lugo (RA), tel 0545 38542, fax 0545 38482, sito web www.teatrorossini.it, e-mail: info@teatrorossini.it.



Pubblicata il:


26.11.2011



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